Joe è un bambino timido e solitario; non condivide il suo tempo con i genitori, fratelli e/o amici. Le sue giornate sembrano monotone e grigie così come lo sono le prime pagine dell’albo illustrato. Joe però ha una fantasia prodigiosa che lo porta lontanissimo da questo mondo ordinario e comune che lo circonda. Vorrebbe tanto che il suo mondo straordinario – un giardino straordinario! –  ove  le piante crescono più alte dei grattacieli e animali mai visti gironzolano per le strade, diventasse reale.
<<Poi una sera, mentre legge il suo libro preferito, in lui inizia a germogliare un’idea>>. 
In un’illustrazione a doppia pagina l’autore ci coinvolge in quello che sta leggendo Joe: la descrizione in quattro passaggi della nascita di un albero, a partire dal seme, poi la nascita del germoglio fino alla crescita della pianta. 
Il giorno seguente, il piccolo si attiva e recupera i semi da una mela che corre a piantare, concimare, bagnare e poi … aspetta, aspetta, aspetta! Alla fine Joe si dimentica del seme e torna a fantasticare concentrandosi in letture che lo portano in mondi lontani. In realtà però qualcosa sta succedendo … spunta un germoglio, che cresce, cresce e CRESCE. Joe si accorge del bellissimo albero colorato, che alberga al centro del suo balcone. Così il bambino impara a prendersi cura del melo e inizia a piantare altri semi, dando vita ad un giardino grande e straordinario.
Questo rigoglioso e colorato giardino attira la curiosità dei vicini e degli amici, e ciò spinge Joe a condividere questa ricchezzza e regala piante a tutti.
L’ultima pagina dell’albo si fa triplice per offrici un illustrazione della città colorata e ricca di vegetazione.
Il giardino straordinario è  reale, fatto di piante a cui Joe si dedica e che regala, ma è anche il giardino fatto di fantasia e immaginazione che il piccolo coltiva e che albergano nel suo orto interiore, che gli altri non vedono, perchè intrappolati in un quotidiano grigio, ordinario, sterile.
Questo albo illustrato racconta l’evoluzione umana ed artistica – espressa anche attraverso il sapiente uso dei colori, che da grigi riescono a germogliare in tonalità sempre più accese, frenetiche e in movimento –  di Joe, ragazzino ipercreativo, che col tempo si rende conto del proprio valore, sino a decidere di uscire dalla propria stanzina e condividere il proprio talento con le persone che vivono intorno a lui. Gli ‘altri’ che al bimbo inizialmente apparivano  vuoti, soli e narcisi mutano gradualmente, mostrandosi, avvicinandosi a Joe per ammirare ed apprezzare il suo operato. Il ragazzino riesce ad uscire dal guscio dell’introspezione statica dopo aver dato vita, piantando dei semi in giardino, ad un folto Melo, rigogliosa allegoria del suo spirito, che si espande fino a diventare un giardino pubblico, di cui finalmente tutti possono godere ed essere co-autori. Joe così fa riecheggiare la sua anima nell’animo altrui.
Chiunque si sente libero, infatti, di annaffiare o piantare arbusti: Joe sa bene che l’arte va condivisa, comprende finalmente l’importanza  dell’indulgenza, utile ad accogliersi per come si è, per apprezzare maggiormente ciò che siamo noi e soprattutto ciò che c’è all’esterno, fino a poter considerare ‘straordinario’ qualcosa di apparentemente semplice ed ‘ordinario’. Così si celebra e si sottolinea l’atto di ACCOGLIERE, Arte suprema che consente all’uomo di vivere in comunità e di scoprire il meglio in sé attraverso gli altri. 
Un giardino straordinario può esistere solo se lo si cura. si tratta di una cura intrisa di rispetto, fatica, tempo, attesa che sfociano nella condivisione. 
UN GIARDINO STRAORDINARIO, Sam Boughton – Terre di Mezzo 2018