Marie Dorléans, La gita notturna, Gallucci Edizioni

Ho subito il fascino di questo albo illustrato dal grande formato.

Ho sperimentato una lettura immersiva e sensoria, perché è un albo illustrato che si legge con i sensi, li risveglia, li attiva. In questa lettura che definisco plurisensoriale, il lettore è chiamato a mettere a disposizione i propri occhi, orecchie, naso e il proprio corpo per far risuonare ogni singola pagina, per far vita la storia.

Le illustrazioni a doppia pagina sono una meraviglia per gli occhi, pur utilizzando solo due colori: blu e giallo. Le sfumature, i diversi toni di blu e giallo, le atmosfere cupe, il disegno a china nera che definisce il panorama, raccontano una gita notturna estiva.

La mamma sveglia in piena notte i suoi due piccoli. Assieme al papà, attraversano il paese e passano davanti ad un hotel che <<non ha ancora sonno e brilla di mille luci>> e si inoltrano nella campagna.

Accompagnati dall’ <<odore selvatico dell’erba secca e il canto ritmato delle cavallette>>, camminano tra i campi, abituando poco alla vola gli occhi al buio.

I passi si fanno pesanti nell’affrontare la salita, mentre vengono raggiunti da uno <<stridio di binari e dallo scuotimento di vagoni>>, per poi immergersi nel silenzio.

Arrivati nel bosco, respirano <<un’aria che sa di pioggia, un profumo di muschio misto a un odore rassicurante di corteccia>>. Sono accompagnati dallo scricchiolio dei rami secchi sotto ai loro piedi e dall’agitarsi delle felci.

I loro passi lenti sono cullati dal fruscio delle foglie. Raggiunto il lago ammirano la luna che gioca a fare <<il bagno nell’acqua tra il gracidio delle rane>>.

Serve una sosta, un momento di riposo per godere del panorama, del canto di migliaia di insetti, per guardare lo spettacolo del cielo.

Li aspetta l’ultima salita che li conduce alla meta … bisogna far presto … per essere puntuali all’appuntamento!

<<Ecco! L’alba! 

Siamo rimasti lì immobili, stretti l’uno all’altro,

abbagliati dal tranquillo inizio di un nuovo giorno>>.

L’ultima doppia pagina è una sorpresa: un sole caldo e accecante.

Ho provato a giocare con il testo, in continuo dialogo con le illustrazioni, poetico, misurato e anch’esso sensoriale, perché aggiunge suono, plasticità, odore, profumo alla narrazione. Ho isolato le frasi e le parole che accendono questo o quel senso e ho stilato la seguente lista.

ORECCHIE: sussurrato, fuori i grilli cantano, stridio di binari, silenzio assoluto, fruscio delle foglie, gracidio delle rane, erba crepita del canto di migliaia di insetti,i rami secchi scricchiolano sotto i piedi, canto ritmato delle cavallette;

CORPO: (inteso come tutte quelle sensazioni da ricondursi al tatto/pelle/corpo) senza fiatare, passi felpati, calore del giorno, scuotimento di vagoni (movimento), le felci si agitano al nostro passaggio, cullati …, inerpicarsi … camminare;

OCCHI: ombra del giardino, brilla ancora di mille luci, occhi che si abituano al buio, la luna che balla con l’acqua del lago, lo spettacolo del cielo, abbagliati dall’inizio del nuovo giorno;

NASO: aria profuma di iris e caprifogli, odore selvatico dell’erba secca,  aria che sa di pioggia, profumo di muschio misto, odore rassicurante di corteccia;

E’ un vero tripudio di sensazioni olfattive, uditive, visive e corporee vissute da tutti i componenti familiari che si trovano insieme, <<immobili, stretti l’uno all’altro, abbagliati>> dal sorge del sole.

Una gita notturna travolgente, un’esperienza indimenticabile da vivere e condividere insieme. Assolutamente da organizzare … o da rifare se già avete avuto la fortuna di arrivare su qualche vetta e ammirare l’arrivo del nuovo giorno. Io l’ho vissuto più di una volta e ogni volta l’unica parola che riuscivo a dire <<Questa è la perfezione, qui c’è il Divino!>>.