La zattera, albo illustrato di grande formato, racconta una comune giornata al mare di un orso adulto, Michao, della capretta Margherita e di una volpe, voce narrante. L’albo narrativo racconta un quotidiano in cui tutti  ci possiamo rispecchiare e ritrovare qua e là. La vicenda è costruita con perfezione seguendo lo schema classico de “la grammatica della storia”, mediante cui è fotografata una giornata fatta di semplicità,  di normalità, di nulla, di noia …elementi che si rivelano determinanti per spingere i protagonisti a trovare soluzioni valide a superare un grosso inconveniente, che non coinvolge solo sè stessi come singoli, ma anche e soprattutto tutti e tre.
Orso, Margherita e Volpe partono  di mattina presto, ma si trovano subito in coda, imbottigliati nel traffico. Non vedono l’ora di arrivare, sono impazienti, ma il viaggio si preannuncia sfiancante e interminabile, finchè Orso, al volante, decide di prendere una scorciatoia per arrivare alla spiaggia in breve tempo.
Parcheggiata l’auto sotto una duna i tre scoprono d’aver dimenticato tutto l’occorrente a casa: il cofano è vuoto!
Niente costumi, niente asciugamani, niente giochi, niente palette, secchielli e pallone, niente salvagente.
Sono mirabili le espressioni dei tre animali; i musi di ognuno ripresi in primo piano fanno trasparire tutto il disappunto, il dispiacere e la delusione della scoperta … si intuisce chiaramente che la giornata è a dir poco rovinata!
Capretta <<mette su il muso. Il suo labbro inferiore cerca di raggiungere le sopracciglia>>.
Che fare?  Disperarsi? Tornare a casa? Mettere il muso? Inveire uno contro l’altro? Assolutamente no, Orso tenta una magia con una formula improbabile, tutti con gli occhi chiusi e “Abracaduna, abracapalla, abracapinne” … ma nel cofano non compare  nulla!  Allora Volpe corre verso il mare seguita dagli altri due … ci si abbandona al gioco libero ma nulla cambia: non si può fare il bagno, giocare a pallone, costruire un castello.
Fa capolino la noia, ma Orso ha un’idea: “Costruiamo una zattera!” La ricerca dei materiali adatti spinge Margherita e Volpe ad esplorare la spiaggia liberamente e a recuperare l’occorrente, mentre Orso resta steso su una duna. Orso <<sceglie con cura i pezzetti di legno. Ne mette uno di fronte all’altro e due di traverso>> e fa vedere a Volpe come si annodano le alghe per tenerli insieme, mentre Margherita raccoglie conchiglie. La zattera è pronta e Orso ringrazia tutti per il lavoro e l’impegno condiviso durante la costruzione. Insieme si affrettano a raggiungere la riva…appoggiano la zattera sulla superficie dell’acqua e la marea lentamente se la porta al largo.
Dove sarà diretta? Bisogna immaginarlo, come dice Orso. La zattera viene spinta lontano e i tre lasciano la spiaggia.
La narrazione  rende unici momenti quotidiani, li eleva a occasioni di crescita personale e confronto con l’altro, quando si sperimenta la tolleranza e l’accoglienza per le mancanze altrui. La giornata passata sulla spiaggia libera, non attrezzata e non organizzata, da un succedersi di attività programmate, celebra il rapporto diretto e autentico con la natura ove è possibile sperimentare la libertà di movimento, ma anche la noia, che diventa risorsa per inventare, immaginare, progettare, cercare. Orso, animale adulto antropomorfizzato propone e lascia libero arbitrio ai due piccoli, sui quali ripone la  responsabilità della ricerca. I due esplorano la spiaggia, si intrattengono a giocare con i materiali poveri e naturali, si rincorrono, cercano l’occorrente per costruire una piccola zattera, lavorano con le mani per assemblare i materiali,  fanno nodi sotto la supervisione e con l’aiuto di Orso. E poi ammirano il frutto del lavoro comune, lasciando andare la zattera, affidandola alle onde verso una direzione che bisogna solo immaginare!
Le illustrazioni a doppia pagina ci coinvolgono nella storia grazie a mirabili squarci prospettici, che si alternano a primi piani quasi fotografici, che immortalano i musi espressivi e vividi dei protagonisti. I colori dei diversi panorami marini, in particolare i toni di blu/azzurro del mare e del cielo, il vento, le varie posture, le masse corporee in equilibrio nello spazio, i movimenti sono percepiti dal lettore con estrema concretezza.
La zattera, scritto da Oliver de Solminihac e illustrato da Stéphane Poulin, edito da Orecchio Acerbo, Roma, 2015