Philip Giordano, La rondine che voleva vedere l’inverno, Lapis 2017

L’ultimo albo illustrato di Philip Giordano  è un inno alla curiosità, al coraggio, alla voglia di crescere e di guardare oltre, al desiderio di autonomia. E’ una storia che celebra l’amicizia che scalda anche i giorni più freddi, quella pura e gratuita, che non si aspetta nulla dall’altro, quella generosa, fatta di cure e di sostegno reciproco.  

Quando arriva la primavera, la rondine Marta torna a casa nel bosco: sfreccia sui ciliegi in fiore, rincorrere gli insetti. osserva il bosco dall’alto. A fine estate, prima che sopraggiunga l’autunno, le rondini devono rimettersi in viaggio per tornare a sud.  MARTA NO. Marta si chiede cosa succeda al bosco dopo la partenza, ma nessuna delle sue compagne lo sa, poiché nessuna è rimasta così tanto da vedere l’autunno e l’inverno. Le sue compagne cercano di convincerla a partire, ma Marta è testarda e curiosa e vuol rimanere nel bosco. Allora la vecchia rondine le regala un ciondolo con una piccola ghianda che brilla e che appena indossata scompare tra le piume. Le rondini partono; le giornate si accorciano, gli insetti da cacciare diminuiscono, il paesaggio cambia colore a poco a poco. “Con i primi freddi le foglie si tinsero di rosso, come se delle fiamme danzassero tra i rami.” “Poi le foglie diventarono gialle e il bosco si trasformò in un fiume dorato.” Marta sembra essere rimasta sola al mondo. Arriva la neve, Marta è euforica, sfreccia felice tra i fiocchi, tutto intorno a lei è bianco e freddo. La rondine però si sente stanca, infreddolita, perciò si addormenta ai piedi di un grande albero. “La ghianda che portava al collo spuntò dalle piume. Il suo luccichio nella neve attirò l’attenzione di Sam, uno scoiattolo.”

Marta è curiosa e coraggiosa; non si lascia trascinare dal gruppo, non resta dentro gli schemi, non ripete le stesse azioni  che le danno sicurezza e le evitano il pericolo. La rondine lascia il certo per l’incerto e lo sconosciuto, per qualcosa di cui non ha nemmeno un resoconto, una notizia, un racconto da chi l’ha vissuto. Con coraggio affronta l’ignoto, spinta  da una grande curiosità e dalla voglia di scoprire, conoscere, vedere e vivere l’autunno e l’inverno, mesi mortali per una rondine. Marta riesce a sopravvivere solo grazie alla presenza e all’aiuto dell’altro. Dapprima una vecchia e saggia rondine che le fa un dono all’apparenza irrilevante, ma in grado di garantirle di continuare a vivere; un gesto gentile che a distanza protegge e non fa sentire soli.

Lo scoiattolo Sam si prende cura della rondine, portandola nella sua tana al caldo. I due si aiutano a vicenda, Marta raccoglie le ghiande e Sam le suggerisce di cercare qualche insetto annidato nella terra. Le giornate d’inverno sono lunghe e i due animaletti se ne stanno al caldo dentro l’albero. Capita a volte che Marta si svegli nel mezzo della notte sussultando e sbattendo le ali.

   

”Allora Sam apriva uno dei suoi libri e le leggeva una bella storia. Marta si calmava e si riaddormentava”.

Quando uscivano nel bosco a osservare le stelle, alla rondine veniva voglia di volare, ma Sam la riportava a casa al caldo.

L’aiuto, la disponibilità e la generosità di Sam sono fondamentali per esaudire il desiderio di Marta di vivere l’inverno! Sam rende possibile la conoscenza grazie alle cure amorevoli e disinteressate che salvano Marta da una fine certa. La tiene al caldo, la sfama, le impedisce di volare quando il freddo è pungente a costo di mettersi in pericolo lui stesso.  Sam, però,  va oltre la cura fisica e materiale, perché sta vicino a Marta soddisfando il bisogno della rondine di sentirsi protetta e accudita: legge per lei una bella storia e lei si calma e si addormenta.

Ritornò finalmente la primavera, i ciliegi ripresero a fiorire e le amiche di Marta svolazzavano in cielo. Arrivò anche l’estate e poi l’autunno e Marta decise di mettersi in viaggio verso sud. “Commossi, i due amici si salutarono. – Sarà bello ritrovarsi qui nel bosco in primavera- disse la rondine allo scoiattolo. – Penserò a te durante l’inverno – rispose lui.” Si salutarono promettendosi di rincontrarsi l’anno successivo. Quell’inverno parve lunghissimo a Sam, che aspettava la sua amica Marta sul ramo del ciliegio. Marta tornò la primavera successiva e trovò Sam ad aspettarla sul ramo più alto di un ciliegio in fiore.

Una storia che racconta la capacità di uscire dagli schemi, di osare, di sfidare la solitudine, di rinunciare alle proprie sicurezze, di correre dei rischi, ma è anche una storia che racconta la soddisfazione di vivere la scoperta e la conoscenza, di veder ripagate tante fatiche.  Il racconto celebra anche la forza dell’amicizia, le possibilità vitali che emana l’incontro con l’altro, quando ci apriamo, ci fidiamo e affidiamo, quando incontriamo qualcuno che ci può aiutare e sostenere nel nostro percorso di crescita e conoscenza, la creazione di legami duraturi e forti che restino nel tempo. Un albo denso di valori, in cui lo scorrere delle stagioni è celebrato da un sapiente uso del colore che gioca con forme geometriche che saturano la pagina e contribuiscono alla narrazione.                                            .