
La Libreria del Piccolo Lettore
Perché si inizia a leggere da piccolissimi.
C’è una domanda che mi viene fatta spesso, in libreria, alle presentazioni, nei corsi di formazione per genitori:
quando si comincia a leggere ai bambini?
La risposta che do ogni volta stupisce un po’: si comincia prima che nascano.
Non è una provocazione. È quello che la ricerca ci dice con chiarezza, ed è il punto di partenza di tutto il lavoro che ho svolto in questi anni con le famiglie e che ho raccontato nel secondo capitolo di Coltivare l’infanzia, il libro scritto insieme a Simona Vigoni e a Percorsi Formativi 06, per Mimebù Edizioni 2026.
Tra la 24ª e la 28ª settimana di gravidanza, l’apparato uditivo del bambino è già formato. Da quel momento in poi, il piccolo ascolta. Memorizza ritmo, timbro, melodia. Impara a riconoscere la voce materna, non solo come suono, ma come presenza affettiva, come nutrimento emotivo, come primo linguaggio del mondo. Gli studiosi parlano di «cordone ombelicale sonoro»: un filo invisibile che lega la voce adulta al piccolo in divenire, e che non si spezza con la nascita anzi, diventa il ponte tra il dentro e il fuori, tra il grembo e il mondo.
Leggere e cantare in gravidanza, dunque, non è un gesto romantico riservato ai genitori più creativi. È una pratica concreta, fondata su basi scientifiche solide, che prepara il bambino all’ascolto, al linguaggio, alla relazione. È già, in tutti i sensi, la nascita di un lettore.
Da questa consapevolezza nasce La Libreria del Piccolo Lettore.
Cosa significa scegliere i libri per bambini
Lavoro come libraia specializzata in letteratura per l’infanzia e l’adolescenza da molti anni. Sono facilitatrice in libroterapia umanistica con gli albi illustrati, formatrice di genitori ed educatori, formatrice accreditata Nati per Leggere per Percorsi Formativi 06. Ho scritto di voce, musica e lettura precoce, il metodo Cantami o mamma nasce esattamente da questa ricerca sul legame tra voce materna e sviluppo del bambino prima e dopo la nascita.
Tutto questo per dire una cosa semplice: so scegliere i libri per i bambini piccoli. Non per intuizione o per gusto personale ma perché li studio, li leggo con attenzione, li porto nelle famiglie e nelle scuole, li osservo nelle mani dei bambini e negli occhi degli adulti che leggono con loro.
Il mercato editoriale per la primissima infanzia è sterminato. Ogni anno escono centinaia di titoli , cartonati, albi illustrati, libri-gioco, albi di divulgazione scientifica, e non tutti sono uguali. Non per la copertina, non per il prezzo: per la qualità delle illustrazioni, per la musicalità del testo, per la capacità di creare uno spazio autentico di incontro tra adulto e bambino.
Scegliere bene significa sapere cosa cercare. E quello che cerco, ogni volta che compongo una box, è sempre la stessa cosa: libri che funzionino davvero, che nutrano la relazione, che stimolino senza forzare, che diano piacere a chi legge e a chi ascolta, che invoglino a rileggere ancora, e ancora, e ancora.
I libri della libreria: una mappa per il primo anno di vita
I titoli che scelgo per la Libreria del Piccolo Lettore coprono un arco che va dalla gravidanza ai dodici mesi e più.
Non è un caso: questo è il tempo in cui si costruiscono le fondamenta del lettore futuro, e ogni fase ha le sue specificità, i suoi bisogni narrativi, i suoi libri giusti.
Dalla gravidanza ai primi mesi: leggere con le orecchie
Il neonato arriva al mondo già equipaggiato per l’ascolto. Nelle prime settimane di vita non vede ancora nitidamente, vede in bianco e nero, cerca contrasti netti, si orienta più attraverso i suoni che attraverso le immagini. Per questo i primi libri non devono essere “belli da guardare”: devono essere belli da sentire.
I libri delle coccole e le raccolte di rime delle dita sono esattamente questo. Non sono libri da leggere nel senso tradizionale, sono materiale sonoro da abitare insieme, da cantare, da giocare con il corpo del bambino. Filastrocche e tiritere che diventano pretesti per il contatto fisico: la mano dell’adulto che percorre il corpo del piccolo, le dita che salgono e scendono, le parole che accompagnano carezze e solletico.
Gli albi che consiglio hanno caratteristiche precise: testi musicali che invitano l’adulto a usare la voce, a trovare un ritmo, a stare nel gioco senza performance. Perché uno degli effetti meno citati della lettura precoce è proprio questo, non riguarda solo il bambino. Riguarda anche chi legge. L’adulto che legge, che canta, che recita rime impara a sintonizzarsi sul proprio figlio, a trovare modalità di stare insieme che vanno oltre l’accudimento fisico.
Dai tre ai sei mesi: leggere con gli occhi
Intorno ai tre mesi la vista del bambino si affina. Comincia a distinguere i contrasti cromatici, a seguire i contorni, a cercare i volti. È il momento in cui entrano in gioco i cartonati in bianco e nero, quelli con illustrazioni semplici, campiture nette, sfondi neutri.
Non sono libri “poveri”: sono libri che rispettano la percezione visiva del bambino in questa fase. Le immagini raccontano il quotidiano: sono chiare, leggibili, senza dettagli superflui che distraggono. Il piccolo le guarda con concentrazione, le segue, le cerca di nuovo quando la pagina gira.
La lettura condivisa con l’adulto potenzia enormemente questa esperienza: nominare le figure, indicarle, aspettare la risposta del bambino, fatta di uno sguardo, un vocalizio, un sorriso, è già lettura dialogica. È già conversazione. È già il primo passo verso la comprensione che le parole hanno un significato e che quel significato si può condividere.
Dai sei ai dodici mesi: leggere con il corpo
Nel secondo semestre il bambino comincia a lallare, quel flusso meraviglioso di sillabe ripetute che preannuncia il linguaggio. Ma… ma… ma. Ba… ba… ba. Non sono suoni casuali: sono prove, esperimenti, tentativi di entrare nel sistema dei suoni della propria lingua.
I cartonati con testi onomatopeici sono preziosi in questa fase; serve proporre e condividere suoni semplici e riconoscibili — i versi degli animali — che il bambino impara e riproduce, costruendo le prime connessioni tra suono e realtà. La lettura con l’adulto diventa un gioco di rimandi: l’adulto legge, il bambino risponde, l’adulto aspetta, il bambino riprova. È un dialogo vero, anche senza parole convenzionali.
La lettura condivisa permette al bambini di familiarizzare con l’oggetto-libro. Il cartonato non è solo un oggetto da guardare, è un oggetto da esplorare. Imparare a tenerlo, a sfogliarlo, a capirne il funzionamento è già, nei termini della ricerca, emergent literacy: l’insieme di competenze prelinguistiche e prelettorali che si costruiscono nei primi anni di vita e che gettano le fondamenta dell’alfabetizzazione futura.
Una parola sulla ninna nanna
Non può mancare, nella box, un libro per la nanna. Perché il momento dell’addormentamento è l’appuntamento più importante della giornata per il bambino che ha bisogno di un rituale prevedibile e rassicurante, e per l’adulto che chiude insieme a lui la giornata.
La voce che legge o canta prima del sonno fa qualcosa di specifico: regola il sistema nervoso del bambino, abbassa il livello di attivazione, crea quell’atmosfera protetta in cui ci si può abbandonare al riposo. Non è magia, è fisiologia. Il ritmo della ninna nanna, la melodia ripetuta, la voce calma dell’adulto sono strumenti di coregolazione affettiva che il bambino interiorizza nel tempo, imparando progressivamente ad autoregolarsi.
Come nasce una Libreria
Ogni Libreria che preparo è il risultato di una riflessione. Non compongo mai una selezione standard da ripetere uguale per tutti: tengo conto dell’età precisa del bambino, di cosa c’è già in casa, delle abitudini della famiglia, di quello che mi raccontano i genitori quando mi contattano.
La libreria può essere pensata per un regalo nascita , un dono che accompagna non solo il bambino ma anche i genitori, dandogli strumenti concreti e belli per cominciare a leggere insieme fin dai primissimi giorni. Oppure può essere ordinata dalla famiglia stessa, in un momento in cui si sente il desiderio di arricchire la libreria domestica con titoli davvero adatti all’età.
In ogni Libreria inserisco un foglio scritto da me, non un manuale, non una lista di istruzioni. Qualcosa di più simile a una lettera: qualche parola su ogni libro, su come usarlo, su cosa aspettarsi, su come rendere la lettura un rito piacevole anche nei giorni in cui il tempo è poco e la stanchezza è tanta.
Perché una delle cose che so per certa, dopo anni di lavoro con le famiglie, è questa: non servono ore di lettura quotidiana, non serve una voce bella, non serve sapere tutto sulla letteratura per l’infanzia. Servono dieci minuti di presenza vera un libro aperto, un bambino vicino, una voce che legge. Quello basta. Quel basta è già tutto.
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Le Librerie vengono preparate a mano, confezionate con cura e spedite in tutta Italia e su richiesta anche all’estero.
Per famiglie che vogliono un consiglio più personalizzato, sono disponibile per una breve consulenza: mi raccontate il vostro bambino, io vi aiuto a trovare i libri giusti per lui: scrivetemi al 3332995791 whatsApp

«Leggere a un bambino significa prendersi cura di lui: la storia letta dall’adulto crea un legame profondo. Tra le righe del racconto si incrociano gli sguardi, si sfiorano i corpi e le mani. Il libro diviene un oggetto mediatore, un terreno d’incontro e di relazione, uno spazio che racchiude affetto ed emozioni, un materiale che nutre il legame di attaccamento.»
Maria Teresa Nardi, in Coltivare l’infanzia, Mimebù Edizioni 2026, p. 31