LA BUCA, Emma AdBage – Camelozampa

Nel cortile della scuola dietro la palestra c’è una buca che i bambini chiamano la buca.  All’interno vi crescono arbusti e cespugli. Ci sono salite e discese,  rami e sassi. C’è un punto dove si trova del fango giallo che non finisce mai. Ci sono delle radici grandi e piccole dove si può giocare a mamma orsa, capanna, nascondersi e al negozio. Ci si può rotolare, fare la gara dei salti, giocare alla famiglia dei caprioli.

I grandi, ovvero gli insegnanti, odiano la buca, dicono che ci si può far male.
È vero è capitato che i piccoli si siano fatti male a scuola: Hannes è caduto dalla spalliera ed è planato sulla schiena di una compagna, Vibeke è inciampata nelle stringhe delle scarpe, è caduta di  faccia, dolore fortissimo, piantando acuto, sangue dal naso ovunque!

Gli insegnanti decidono che non si andrà più a giocare nella buca.
Si va sull’altalena ma … li non si può andare forte, stare in piedi sui seggiolini, saltare, no si può girare su se stessi.
Quindi si torna alla buca, ma si sta sul bordo: si fa gli equilibristi, si gioca con le foglie, si fanno dondolare le gambe, si inventa un percorso a ostacoli, si gioca ai salvataggi e al  burrone infuocato.

Gli adulti/insegnati non riescono a tollerare questo gioco libero e soprattutto pericoloso!

Nel fine settimana la buca viene coperta, spariscono le radici, i sassi, gli arbusti, i bordi, non ci si potrà più rotolare, arrampicare, scivolare.
Il lunedì mattina quando i bambini lo scoprono sono molto dispiaciuti, ma spostano lo sguardo poco lontano e vedono una montagnola con un mucchio di ghiaia, sassi, sabbia, cespugli arbusti e… il gioco riparte … si scava, si stappa, si rotola, ci si  arrampica.

“Incredibile è più divertente della buca e del bordo messi insieme”

Per i bambini la buca è il luogo del gioco libero, senza gli adulti che controllano e avanzano richieste.

La buca è lo spazio  dell’esplorazione, del pensiero divergente, della libertà, della socializzazione, della scoperta, della progettazione, dell’organizzazione, della sperimentazione, del mettersi alla prova, del cercare soluzioni alternative, dell’invenzione ..

La buca è occasione, è stimolo, è risorsa.

Gli adulti, invece, come definiscono e percepiscono la buca?

Per loro la buca è il luogo ove si può cadere e farsi male; è pericolosa, quando i bambini giocano nella buca hanno sempre il muso lungo, propongono giochi alternativi, temono che qualcuno si spacchi un labbro, vietano di giocare dentro la buca, pensano che qualcuno cadrà dal bordo, arrivano a formulare l’ipotesi di riempire la buca … questa è la loro soluzione.

Gli adulti non sostengono, non facilitano, non hanno fiducia nei bambini e nemmeno conoscono l’utilità educativa del gioco libero  all’aria aperta … ne esce un corpo docente che manda messaggi negativi, la scuola non osa!

Un albo per gli adulti, per interrogarci su che educatori siamo.

Un libro per i bambini, per far scoprire le potenzialità del gioco  all’aria aperta.

A me sono piaciuti tantissimo questi bambini, che sanno portare il loro sguardo oltre!