Trovo difficile parlare di Olocausto. Quando devo farlo mi sale un groppo alla gola e mi tornano alla mente le parole di mia nonna che raccontavano  con dolore profondo e incancellabile le brutture della guerra. Ma più che mai oggi quelle parole, quei racconti sono utili per capire, per non dimenticare, per ricordare soprattutto alle nuove generazioni ciò che non deve mai più accadere. Ma servono parole adatte, misurate per narrare qualcosa di tremendo e angosciante. Trovo che parole lievi e leggere vengano usate nel libro appena arrivato di Tamar Meir, IL GELATAIO TIRELLI  che racconta la storia realmente accaduta di Francesco Tirelli, nominato “Giusto tra le Nazioni” per aver nascosto nella sua gelateria 15 ebrei ed averli dunque salvati dalla persecuzione nazista e  dalla deportazione certa.

Francesco,  trasferitosi a Budapest, apre una gelateria che resta inattiva durante l’inverno, quando nel 1944 scoppia la II guerra mondiale che stravolge la vita dell’Europa intera.

<<Io sono italiano, non devo temere. Qui sono amato. Ma che ne sarà dei miei vicini? … qualcuno deve aiutarli. Bisogna cercare un rifugio. Trovargli un nascondiglio, qualcuno … ci sono! La mia gelateria! Li aiuterò io, io sono quel qualcuno!>>

Fu così che Francesco accoglie nel retrobottega della sua gelateria famiglie di ebrei che <<<non li volevano più, sebbene non combattessero e non facessero male a nessuno>>, ma che erano ricercati dai soldati ungheresi filo-nazisti.

<<Pian piano gli ebrei si radunarono nel negozio …  Francesco nel frattempo trovò anche altri nascondigli, organizzava piani, si informava, mandava emissari e spediva bigliettini … Francesco si prendeva cura di tutti: portava loro cibo e acqua e anche i giornali, perché sapessero cosa stava succedendo fuori di lì>>.

<< Passò l’inverno e in primavera finalmente la guerrà finì>>.

Tutte le famiglie ebree lasciarono la gelateria e tornarono alle loro case, provando lentamente a riprendere la vita, stravolta dalla guerra e dal genocidio.

Francesco tornò a riaprire la sua gelateria e a vendere gelati gustosi a tutti.

Un libro che ci regale le parole giuste per parlare ai nostri bambini, a partire dagli otto anni, di una delle pagine più tragiche e buie della storia, perché dobbiamo mantenere vivo il ricordo, alimentare la memoria affinchè tragedie così terribili non si verifichino più. Le illustrazioni colorate, sono capaci di ripercorrere con delicatezza la narrazione ma anche di mettere in luce le emozioni dei protagonisti, le loro paure, preoccupazioni e timori.

La storia ci fa conoscere un uomo semplice che diventa protagonista principale di una storia straordinaria, un eroe del quotidiano che nel guardare i suoi amici ebrei << li osservava in silenzio e sorrideva. Era così felice di poter dare loro una mano>>.

 Tamar Meir, Il gelataio Tirelli “Giusto tra le Nazioni”, Gallucci, Roma, 2018