IL GRANDE MURO ROSSO, di Britta Teckentrup, Gallucci, Roma 2018

Cucire una storia intorno ad un “vasto muro rosso” che nessuno sapeva dove cominciasse, nè dove finisse, ma soprattutto che nessuno sembrava in grado di vedere…spinge il lettore  verso un atteggiamento curioso, critico ed interrogativo. Sin dalla copertina il muro si erge, imponente e ingombrante, risultando talmente alto da impedire che lo sguardo si allunghi oltre … ma un piccolo Topino vuole sapere, capire, ma soprattutto ‘scoprire’ cosa c’è oltre il Muro Rosso.

Il roditore cerca risposte e chiede informazioni agli amici animali;

 – A cosa serve? – Funge da protezione dai pericoli che ci sono dall’altra parte.

– Perché è stato costruito? -E’ lì da sempre, fa parte della nostra vita.

 – Cosa c’è al di là? -Nessuno lo sa e non ci interessa … dietro c’è solo un grande niente tutto nero!

<<Ma topino non si dava pace.

Poi un giorno arrivò in volo un uccello colorato>>.

A topino venne spontaneo chiedergli di essere portato oltre il muro, così i due volarono via insieme …

Ognuno può trovare in questa storia la sua dimensione … chi è curioso e osa farsi delle domande, chi ha paura e non si mette alla ricerca, chi non vede oltre perché i suoi occhi sono velati e non sanno più guardare al futuro. Il muro  imponente rappresenta le nostre fatiche, impedimenti, incapacità, stereotipie, chiusure, rifiuti, immobilità…che ci paralizzano impedendoci di andare oltre…che ci trattengono nel passato, ci affossano. A volte il muro lo fabbrichiamo con i nostri attegiamenti … a volte è la vita che ci pone di fronte a muri impossibili da scalare.

Oltre il muro Topino trova <<una terra bella e più variopinta di quanto avesse mai immaginato>>.

Si aspettava il buio, il nulla…così come gli avevano raccontato i suoi amici, capaci di guardare solo <<con la paura negli occhi>>.  Fu allora che l’uccello azzurro gli fece notare che

<<Tu guardi con curiosità e hai avuto il coraggio di scoprire la verità per conto tuo. Ci sono tanti muri nella vita, Topino. Alcuni li alzano gli altri, ma la maggior parte li costruiamo noi stessi … Se apri mente e il cuore, quei muri spariranno uno dopo l’altro, e scoprirai tante cose belle che non immagini neanche>>.

Topino volle subito tornare dagli amici per raccontare cosa aveva scoperto, ma l’Uccello Azzurro lo avvertì: ‘potrebbero non essere pronti’ … ‘pronti’ a cambiare, a cercare di modificare lo sguardo, a mettere in gioco le loro certezze radicate ed ammuffite.

Di fatto Topino torna dai suoi amici; durante il volo scopre che il muro non c’è più, anzi che <<non c’è mai stato nessun muro>> e trova gli amici pronti a seguirlo, tranne il leone che si dimostra titubante mettendo così in crisi l’idea stereotipata sul re della foresta.

Topino è per gli amici esempio di tenacia, curiosità, voglia di andare oltre, volontà di interrogarsi senza accettare la realtà così come appare, o così come altri la raccontano; Topino non resta mai immobile e l’incontro con l’Uccello Azzurro è fondamentale per trovare quelle risposte che andava cercando. Ancora una volta la relazione con l’altro ci apre alla conoscenza di noi stessi e del mondo.

Britta Teckentrup è un’artista e illustratrice tedesca, ha vissuto e lavorato diversi anni in Inghilterra. Le sue opere sono state esposte alla London Gallery e in diverse fiere d’arte internazionali. È autrice di più di 60 libri per bambini, tra cui numerosi best-seller, pubblicati in oltre venti paesi in tutto il mondo. Vive con la sua famiglia a Berlino.